“E LE RADICI PROFONDE NON GELANO.

DALLE CENERI RINASCERA’ UN FUOCO.

L’ OMBRA SPRIGIONERA’ UNA SCINTILLA.

NUOVA LA LAMA ORA ROTTA…”

(J.R.R. TOLKIEN)

venerdì 3 marzo 2017

La 2° guerra mondiale aveva sconfitto il fascismo, ma, malgrado il loro massacro, non i Fascisti, specialmente a Milano, luogo (piazzale Loreto) in cui la barbarie rossa esibì i corpi straziati dei gerarchi repubblichini alla merce della viltà di un popolo ormai fatto servo dal bolscevismo armato. 

Il trascorrere degli anni, però, dimostrò che il 20ennio fascista non solo combatté il capitalismo ma seppe restituire agli italiani la dignità di un popolo. Nostalgici e soprattutto giovani, tornarono a predicare gli ideali del fascismo, ideali contrastati con ogni mezzo da sovversivi e governo “democratico” che, unitamente, con aggressioni di massa e stragi di Stato intendevano sopravvivere a se stessi. Queste prepotenze hanno forgiato in molti giovani Fascisti un carattere duro, tanto duro da far paura, tant’è che negli anni ‘60 e ’70, i rossi imperversavano sui militanti Fascisti in tutta Milano, tenendosi però lontani da “Piazza San Babila”, un luogo che quei giovani avevano fatto proprio, difendendolo da ogni aggressione ad un prezzo altissimo, tante sono le tragedie, tante le persecuzioni dell’in-giustizia ( oltre un centinaio di imprigionati tra il '73 e il 75), nei momenti difficili per i governanti, giudici e stampa colpivano i giovani fascisti, i primi l’incarceravano (con false accuse), i secondi dando grande risalto agli arresti ( alcuni cronisti milanesi s’inventarono un neologismo dispregiativo “sanbabilino” per diffamare i giovani Fascisti che stazionano in quella piazza).

Per quei giovani San Babila rappresentava un luogo dove poter respirare aria pura, l’aria della comunità, di quella comunità dopo il 1992 faceva parte Riccardo Manfredi, conosciuto quale principale esponente del “Gruppo Sempione”, era noto per la sua forza fisica e la sua generosità. 

Riccardo, veniva incarcerato o scarcerato a piacimento del giudice di turno, solo perché Fascista, l’ultima accusa infame lo vedeva complice di Ferorelli. 

Qualche tempo dopo, durante la traduzione che lo stava portando a Milano per il processo, sapendosi innocente tenda di evadere (la polizia che non seppe vigilare), ma perì per essersi gettato dal treno in corsail 3 giugno 1978. Un altro assassinio di Stato?!


Riccardo Manfredi, ebbe una figlia che, per colpa di questa falsa “democrazia” non poté vedere crescere. Cosi come non poté assistere la madre durante la sua terribile malattia tumorale. La Sig.ra Anna è sepolta a Mantova, ma Riccardo non potrà saperlo.

La figlia di Riccardo, nonostante tutto dichiara: “sto ricostruendo la sua vita e in un certo modo anche la mia essendo io sua figlia… chiedo solo di avere più notizie possibili e il fatto di avere qualcosa che è stato suo sarebbe veramente stupendo”. Coloro che sono in grado l’aiutino!

Manfredi è stato ricordato qualche anno fa sulle pagine della “Legione”.



Stato processuale:

Chiuso il procedimento giudiziario nei confronti di Riccardo Manfredi in seguito al decesso, lo Stato continua a perseguire il coimputato Ferorelli, (l’ultimo camerata di avventure di Riccardo prima della sua premature scomparsa), il quale in quel terribile mese di giugno dell’ 78 venne processato per una imputazione, costruita a tavolino. 

In quella occasione (caso raro per i Fascisti) la Corte d’Assisi di Milano riconosce infondate le accuse e assolve Ferorelli, il quale avendo le stesse imputazioni di Riccardo fa legittimamente desumere che sarebbe stato assolto anche Manfredi, che quindi morì INNOCENTE, qualche giorno prima di venire liberato.



Militante di Avanguardia Nazionale a Milano fu considerato uno dei principali esponenti del cosiddetto “Gruppo Sempione” e di “Piazza San Babila” negli anni dopo il 1972. Riccardo Manfredi, noto per la sua forza fisica e soprattutto per la sua generosità, fu protagonista di numerose iniziative politiche e non, insieme ad altri militanti neofascisti, come Rodolfo Crovace, Gianni Nardi, Giancarlo Esposti e Marco Pastori.

Fisici slanciati e muscoli sempre allenati. Spesso gli iscritti del Movimento Sociale Italiano si avvalevano dell’aiuto dei Sanbabilini per formare il servizio d’ordine e per le affissioni dei manifesti durante le campagne elettorali.

Arrestato più volte dalla polizia per reati comuni insieme a Giovanni Ferorelli, il 3 giugno del 1978, Riccardo Manfredi, prima di raggiungere il Palazzo di Giustizia di Milano per essere processato, tentò di evadere durante una traduzione carceraria, gettandosi da un treno in corsa morendo sul colpo. Solo dopo la sua morte, alcuni pentiti lo accusarono di aver ferito un carabiniere durante un conflitto a fuoco nella stazione ferroviaria di Bologna nel 1978. Ma Riccardo Manfredi, durante il processo non fu mai accusato da nessun Giudice di essere il protagonisti di quell’azione. Ironia del caso, Giovanni Ferorelli, con gli stessi capi di imputazione di Riccardo Manfredi, al termine del processo fu assolto. Probabilmente anche per Riccardo Manfredi si prospettava lo stesso verdetto.

Così, il portale d’area “A tutta destra” ricordava Riccardo Manfredi, uno dei tanti protagonisti dell’epopea sambabilina, morto tragicamente. Come Giancarlo Esposti, come “Mammarosa” Crovace, come Salvatore Vivirito. La sua vicenda è ben presente nel romanzo di Alessandro Preiser (nome d’arte dell’ex pentito nero Alessandro Danieletti) “Avene selvatiche” come nel volume di Rao “Il piombo e la celtica”. Il pentito che lo accusò della sparatoria alla stazione di Bologna era stato proprio l’autore del romanzo, che con Ferorelli e Manfredi faceva parte dei numerosi sambabilini usciti da poco, all’inizio del 1978, dal carcere e che avevano partecipato al dibattito sullo spontaneismo armato che di lì a poco – con la mite sentenza dei giudici bolognesi al processo bolognese contro Ordine nero – avrebbe messo capo al progetto editoriale e politico di “Quex”, la rivista prodotta da Fabrizio Zani per accreditarsi, spendendo, presso la nuova generazione dei ribelli armati, il nome e il rispetto guadagnato da prigionieri politici del calibro di Mario Tuti, Maurizio Murelli, Edgardo Bonazzi. Un pezzo di storia che manca completamente nel ricordo e che mi sembra il caso di restituire.

MILANO 6 DICEMBRE 1972 
Avanguardia Nazionale sola contro la reazione marxista e borghese.

I militanti Nazonal Rvoluzionari: Umberto Vivirito, Alessandro D'Intino, Riccardo Manfredi e Michele Rizzi, furono aggrediti in via Torino da una moltitudine di picchiatori, rampolli della borghesia della cosiddetta Milano bene.
Gli Avanguardisti si difesero con valore fino allo stremo. Riccardo Manfredi si comporto' da leone in soccorso dei camerati .
La stampa del sistema, spudoratamente scrisse ' di vile "aggressione fascista"
Una masnada inferocita contro quattro "Leoni" !
I camerati feriti e malconci furono arrestati e rinchiusi nel carcere di San Vittore, seppur minorenni.
Radunai i militanti Milanesi di A.N. ed organizzai una protesta dinanzi a San Vittore. Giancarlo Esposti in quel periodo era "ospite" di San Vittore. Con gli altri camerati richiusi esposero uno striscione con la Runa di Othal.
AVANGURDIA VIVE !
P.S.
(L'unico nostro organo e strumento d'informazione, era un vecchio Ciclostile...)




A TUTTI I CAMERATI ASSASSINATI

ABATE ORESTE
ADOBATI PIETRO
ALFANO BEPPE
ALIBRANDI ALESSANDRO
ALIOTTI ANTONINO
ALVAREZ ALESSANDRO
ANSELMI FRANCESCO
ANTONELLI GIULIO
ASSIRELLI ORLANDO
AZZI NICO
BASSA ERMINIO
BIGONZETTI FRANCO
BILLI ACHILLE
BOCCACCIO IVAN
CALIGIANI ORIO
CALZOLARI ARMANDO
CAMPANELLA ANGELO
CECCHETTI STEFANO
CECCHIN FRANCESCO
CIAVATTA FRANCESCO
CRESCENZI RODOLFO
CRESCENZO ROBERTO
CROVACE "MAMMAROSA" RODOLFO
DE AGAZIO FRANCO
DE ANGELIS NANNI
DE NORA PAOLO
DI NELLA PAOLO
DISCALA ELIO
DOMINICI BENVENUTO
ESPOSTI GIANCARLO
FALDUTO ANDREA
FALVELLA CARLO
FERRARI SILVIO
FERRAZZI ANDREA
FERRERO ENRICO
FERRI VITTORIO
GATTI FERRUCCIO
GHISALBERTI FELICE
GIAQUINTO ALBERTO
GIRALUCCI GRAZIANO
GIUDICI BRUNO
GRILZ ALMERIGO
JACONIS CARMINE
LABBATE BRUNO
LOCATELI "MICHELIN" FRANCO
LUPARA SERGIO
MACCIACCHINI EVA
MACCIO' DIEGO
MAGENES GIORGIO
MAINO ANTONIO
MANCIA ANGELO
MANGIAMELI FRANCESCO
MANTAKAS MIKIS
MANZI LEONARDO
MASSAIA LEONARDO
MATTEI STEFANO
MATTEI VIRGILIO
MAZZOLA GIUSEPPE
MEGGIORIN CLAUDIO
MENEGHINI ENRICO
MINETTI RICCARDO
MONTANO SAVERIO
MORTARI I GINO
NARDI GIANNI
NIGRO FRANCESCO
PAGLIA FRANCESCO
PAGLIAI PIERLUIGI
PALLADINO CARMELO
PEDENOVI ENRICO
PETRUCCELLI MICHELE
PISTOLESI ANGELO
PONTECORVO ADRIANA
PRINCIPI PIETRO
RAMELLI SERGIO
RECCHIONI STEFANO
SANTOSTEFANO GIUSEPPE
SCARCELLA PINO
SCARPETTI ALDO
SPEDICATO WALTER
TANZI BRUNILDE
TRAVERSA MARTINO
VALE GIORGIO
VENTURINI UGO
VIVIRITO SALVATORE
ZAVADIL ANTONIO
ZAZZI EURO
ZICCHIERI MARIO
ZILLI EMANUELE
ZUCCHIERI MARZIO


E TUTTI GLI ALTRI CHE CONTINUANO A VIVERE IN QUEI CUORI CHE RENDONO LE LORO VITE SPEZZATE, PER SEMPRE IMMORTALI!